lunedì 4 ottobre 2010

Lavorare a Google. Un sogno che può trasformarsi in realtà.


Storia di un ragazzo di Catania, che ora vive e lavora per Google a Londra.

Mi chiamo Claudio Cherubino, ho 29 anni e sono nato e vissuto a Catania prima di trasferirmi a Londra sei mesi fa. Ho studiato Informatica presso l'Università della mia città e mi sono laureato con il massimo dei voti nell'estate del 2004.

Raccontaci la tua esperienza nell'IT?

Ho iniziato a lavorare quando ancora frequentavo l'università e da allora non sono mai stato con le mani in mano. Il bello del nostro settore e' che le barriere all'ingresso sono molto basse e chiunque può darsi da fare senza richiedere grossi investimenti iniziali. E' anche vero che questo ci porta a competere sul prezzo con gente incapace ma alla fine il cliente intelligente e' in grado di scegliere non solo in base a quello. E se non capisce la differenza fra un lavoro fatto bene ed uno economico allora forse non e' il cliente giusto per noi.

Gli ultimi due anni in Italia ho lavorato per un'azienda chiamata IFM Infomaster, dove mi occupavo di sviluppo di software su piattaforma .NET. Una buona azienda senza dubbio, soprattutto per le persone in gamba che vi lavorano, ma nella mia testa da qualche anno albergava l'idea di tentare il colpaccio presso una delle più grandi realtà a livello mondiale.

Come fare ad iniziare a lavorare anche senza avere esperienza?

Il mio consiglio e' quello di sfruttare le peculiarità del nostro settore e soprattutto le enormi possibilità offerte da Internet. Collaborare con un progetto open - source è un ottimo modo per fare esperienza e arricchire il proprio curriculum, ma anche scrivere un blog (magari in inglese) può fare la differenza fra due candidati per un unico posto di lavoro.

Dagli inizi ad adesso ho lavorato come consulente informatico, developer, technology evangelist, community manager e persino traduttore di libri tecnici, molto spesso facendo due cose alla volta, tanto quando è la passione a guidarti e' tutto più facile, no?

Come mai Google?

In realtà ero convinto che, dato il mio background, se fossi riuscito nell'impresa sarebbe stato con Microsoft, ma alla fine e' andata anche meglio del previsto ed eccomi a lavorare per Google!

La parte difficile e' stata superare i colloqui, ma una volta che ho ricevuto l'offerta non ci ho pensato molto prima di accettare e rassegnarmi a cambiare vita. Cosi un bel giorno di Aprile ho lasciato l'Italia alla volta della California prima e di Londra poi, non capita spesso un'occasione come questa!

Come hai affrontato la tua scelta di andare a vivere all'estero?

Non e' per niente facile convincersi a lasciare il proprio Paese e trasferirsi altrove, soprattutto per noi italiani. Tutti i ragazzi americani, per esempio, lasciano casa quando vanno all'università e quindi per loro il trasferimento non costituisce un problema, mentre per noi già pensare di andare a studiare in un'altra città e' un trauma non da poco.

Per quanto mi riguarda è stato facile grazie a mia moglie che mi ha appoggiato sin dall'inizio e che ha accettato l'idea di iniziare una nuova vita a Londra, ma dirlo alle persone care non e' mai una passeggiata. In realtà tutti hanno capito che si trattava di un'occasione imperdibile e alla fine sono riusciti ad anteporre il mio futuro al naturale desiderio di stare vicini.

Perché Londra?

La scelta di Londra e' stata facile, era là che Google mi offriva un posto di lavoro! Adesso che ci vivo da qualche mese posso dire che ci sono solo due cose che non sopporto: il clima non e' certo quello della Sicilia e poi gli inglesi si ostinano a guidare dalla parte sbagliata della strada :)

Per il resto si tratta di una città che offre moltissimo e dove tutto funziona. La gente e' molto più cordiale di quanto lo stereotipo dell'inglese medio ci faccia pensare e anche il cibo non è poi così male.

Torneresti mai in Italia?

Forse suonerà strano ma non sento la mancanza dell'Italia.

Certo, e' sempre un piacere ritornare a casa, ma solo per gli amici ed i parenti, non certo per quello che il nostro Paese offre, soprattutto recentemente. Non escludo la possibilità di ritornare in Italia un giorno, ma mi chiedo cosa possa convincermi a lasciare Google e pensare di scontrarmi nuovamente con il mondo lavorativo italiano.

Pro e contro con l'ambiente IT italiano?

Scusa la schiettezza, ma non credo che esistano dei pro nell'ambiente IT italiano.

Per la maggior parte dei casi non esiste alcun pro per l'ambiente lavorativo italiano in generale e dove le cose funzionano si tratta quasi sempre di eccezioni. Ho lavorato per aziende pubbliche e private ma quello che non va bene e' sempre una cosa, la mentalità. Nel nostro Paese il dipendente medio fa di tutto per rubare lo stipendio al titolare e quest'ultimo pensa solo a come evitare di essere fregato.

Dove mi trovo adesso il dipendente e' una risorsa per l'azienda e tutti collaborano per raggiungere un buon risultato insieme, chi non lavora viene mandato via senza problemi e chi produce viene premiato. Inutile sottolineare quanto questo sia stimolante per il dipendente e quanto produttivo per l'azienda...

Quanto secondo te ha influito la tua laurea nell'essere assunto a Google?

Potrei sbagliarmi, ma credo che la laurea sia indispensabile per essere assunti da Google. Considera che Google riceve milioni di curriculum ogni anno e quindi si può permettere di effettuare un primo filtro basandosi esclusivamente sul titolo di studio e avere ugualmente un elevatissimo numero di candidati.

Avere la laurea comunque non basta per entrare ma e' necessario avere qualcosa in più degli altri. Aver conseguito il titolo in breve tempo e con un buon voto e' un ottimo inizio ma e' sicuramente meglio essere in grado di dimostrare di saper applicare ciò che si e' studiato per anni e di avere passione. Sembra incredibile ma esiste gente laureata in Informatica che non e' in grado di programmare in nessun linguaggio o che non sa nemmeno descrivere un algoritmo banale.

Fortunatamente il corso di laurea in Informatica che ho seguito presso l'Università di Catania era tenuto da professori giovani e competenti, oltre che aggiornati sulle nuove tecnologie. Ciò mi ha permesso di avere delle solide basi teoriche che sono sicuramente utili nel mio nuovo ruolo, visto che in Google l'ottimizzazione e l'uso di algoritmi efficienti e' alla base di ogni prodotto.

Che messaggio vorresti dare ai tuoi Catanesi?

C'è un messaggio che vorrei dare non solo ai Catanesi, ma a tutti i ragazzi italiani magari precari: non state con le mani in mano.

Il lavoro non cade dal cielo e se avete un obiettivo dovete darvi da fare per raggiungerlo. Cercate di fare qualcosa che vi piace e vi verrà più facile fare sacrifici, non disperate se trovate solo posizioni precarie e non consideratevi arrivati quando finalmente avrete un posto a tempo indeterminato, soprattutto se non vi piace. Non si può lavorare solo per avere uno stipendio, se ci pensate bene, qualunque sia la posizione, passerete più tempo a lavoro che con gli amici, la fidanzata o la moglie ed e' terribile accettare di tollerare le famose 8 ore ogni giorno solo perché senza alternative.

Lavorare per google deve essere qualcosa di eccezionale, cosa possiamo fare?

Sembra un altro mondo, vero? Se volete verificare con i vostri occhi questo e' uno dei momenti più propizi, Google sta assumendo in tutte le sedi, compreso quella di Londra dove io lavoro. Se vi interessa, contattatemi all'indirizzo claudiocherubino(at)gmail.com, sarò lieto di chiarire i vostri eventuali dubbi.

Ultimo consiglio: cambiare città/nazione/continente non e' così terribile, soprattutto se l'occasione e' ghiotta, ma ricordate che senza conoscere bene l'inglese il ventaglio di opzioni si restringe quasi del tutto, quindi se la vostra conoscenza delle lingue straniere e' scarsa non perdete tempo e iniziate a studiare inglese sul serio, un giorno mi ringrazierete!

E voi cosa state aspettando? Per ulteriori info scrivete a: claudiocherubino(at)gmail.com, inoltre vi segnalo www.twitter.com/ccherubino, oppure al sito www.claudiocherubino.it.

Grazie Claudio.




Posta un commento