lunedì 1 agosto 2011

Ho avuto un'idea! Ecco come realizzarla secondo Matteo Danieli.

Se si ha un'idea, presto o tardi la si dimenticherà. Provate invece a rischiare, come hanno fatto Matteo Danieli ed i suoi amici, portando la loro idea all'attenzione di investitori.


 Per realizzare la propria idea e' importante:
  1. Tirare fuori quell'idea dal cassetto per darle una possibilità prima che le congiunture della vita la rendano impossibile.
  2. Non rassegnarsi al primo "No", perseverare e, soprattutto, trovare investitori che siano allineati ed ugualmente ambiziosi.
  3. Costruirsi un network di contatti con cui arrivare ai nomi giusti. Il mondo della web entrepreneurship è più piccolo di quanto non sembri, e specialmente se una persona già ha contatti in ambito IT non è così difficile trovare quella sequenza di un paio di persone che fanno arrivare all'investitore giusto.
Ciao Matteo e grazie per la tua testimonianza. Prima di tutto raccontaci un po' di te.

Classe 1984, nato a Sossano, piccolo paese della profonda provincia vicentina. Ho sempre avuto fin da piccolo la passione per i computer, passatami da mio zio, il quale all'inizio degli anni '80 fondò una società che vendeva i primi Apple Macintosh. I miei primi passi informatici li mossi in compagnia di un Macintosh Classic. A 14 anni i miei genitori mi misero di fronte alla scelta tra un PC nuovo e un motorino; io scelsi il primo. Al triennio scelsi di studiare Ingegneria dell'Informazione. Si trattava di un corso di laurea generalista che garantiva accesso a tutte le lauree specialistiche nel settore dell'informazione. La vera scelta l'ho compiuta alla fine di quel percorso di studi, quando scelsi appunto di studiare telecomunicazioni. Il motivo di quella scelta fu la considerazione che le telecomunicazioni stanno rivoluzionando il modo in cui la gente interagisce e fa affari in maniera più tangibile, concreta, vicina al quotidiano di qualsiasi altra tecnologia. Quindi mi sarebbe piaciuto lavorare in quel settore.

Come ha avuto inizio l'avventura?

Più o meno due anni fa ho iniziato un dottorato di ricerca al DTU in Danimarca. In tutta onestà non sono mai stato convinto del fatto che un PhD fosse il percorso più adatto a me però, in un momento in cui trovare lavoro era particolarmente difficile a causa della crisi, mi sembrava da incoscienti rinunciare ad un posto di lavoro sicuro e (almeno qui in Danimarca) ben retribuito. Dopo un po' il divario tra le mie ambizioni e i miei interessi e il dottorato che svolgevo ha iniziato a diventare sempre più insostenibile, tanto che io e i miei coinquilini italiani, anch'essi ingegneri, abbiamo cominciato a pensare ad un'idea per un servizio innovativo da sviluppare noi stessi su cui avremmo potuto metterci a lavorare.

Fu così che ci venne in mente l'idea fondante di Evertale.


All'inizio Evertale era un'idea ambiziosa al cui sviluppo lavoravamo nei week end. Dato che nessuno di noi aveva esperienza di programmazione per mobile o web, l'idea era di trovare dei finanziamenti con cui sviluppare un prototipo e poi cercare un nuovo round quando il concetto fosse stato provato.

E' stato facile trovare degli investitori?

Dopo una buona dose di porte sbattute in faccia e di investitori o sedicenti tali che insistevano sul fatto che un prototipo era necessario per essere più credibili, ho deciso di andare "full in" nel progetto e di mettere in pausa il PhD, di imparare programmazione su Android e di vedere cosa sarebbe successo. Grazie a una buona dose di perseveranza, ambizione, e le persone giuste nella nostra network siamo entrati in contatto con Mangrove capital partners, un'azienda di investimenti in ambito web che deve il suo successo al fatto di aver investito in Skype ancora ai suoi albori. Nonostante avessimo in mano soltanto un approssimativo prototipo dell'applicazione mobile, a Mangrove hanno deciso di scommettere sul nostro entusiasmo e la nostra visione ambiziosa.

Una volta trovato un investitore, qual e' il passo successivo?

Ora, grazie al loro finanziamento, abbiamo aperto un'azienda e assunto sviluppatori. Personalmente mi occupo dello sviluppo dell'applicazione e di algoritmi di processing per la visualizzazione dei dati sull'interfaccia, e dell'interazione tra i vari pezzi del sistema tra di loro, quindi sto imparando un po' di tecnologie e linguaggi diversi tra cui Python, Java, JavaScript, ma mi considero un programmatore dilettante.

In ogni caso sono contentissimo dell'esperienza che mi ritrovo a vivere, e sono amaramente consapevole del fatto che se fossi rimasto in Italia avrei difficilmente trovato il modo di realizzare questo sogno, visto che la mentalità imprenditoriale non è diffusa e promossa come lo è qui, specialmente in ambito giovanile.

Che consigli daresti a chi intende seguire le tue orme?

Innanzitutto voglio invitare qualsiasi persona che abbia la classica idea nel cassetto a non fare l'errore di tenerla da parte per un futuro lontano ed eventuale. Per quanto sembri banale, con una buona dose di ambizione, talento e la determinazione necessaria a non lasciarsi abbattere dagli inevitabili "No" che si incontreranno per la strada, si può davvero arrivare ovunque.

Secondo me il classico filo logico di una persona che ha una buona idea ma la lascia ammuffire è il seguente: "Ci sono così tante persone ambiziose e intelligenti là fuori, che riuscire ad attirare l'interesse di investitori ha approssimativamente le stesse probabilità di vincere alla lotteria".

Secondo me il vizio di fondo di questo ragionamento è dato dal fatto che in realtà solo una piccola percentuale di queste persone agisce, mentre la maggior parte si autocensura bollando i propri sogni come pie illusioni. Finisce quindi che le uniche persone che "pitchano" la loro idea sono gli insider, quelli che già fanno parte del giro giusto, che già hanno importanti VC nella loro network, e per cui un'idea è solo un pretesto per riuscire ad accedere ad un finanziamento e giocare a fare gli imprenditori, mentre i veri talenti rinunciano a provarci.

Cosa fare per riuscire a trovare degli investitori?

Una cosa molto importante da tener presente è che gli investitori non sono tutti uguali.

Primo: si parla spesso della necessità, quando si cerca un finanziamento, di trovare "smart money", cioè investitori che non solo ci mettono i soldi, ma anche competenze, entusiasmo e una network che può dare un aiuto formidabile alla promozione del business in cui investono. Alcuni sostengono che i soldi sono sempre soldi indipendentemente da dove provengano, ma per mia esperienza, il fatto di ricevere un finanziamento da investitori ben inseriti e conosciuti ha vantaggi molteplici, sia in termini dell'esperienza che possono investire nell'organizzazione della startup, sia in termini della esposizione che viene dal fatto che si venga a sapere un dato VC ha investito in te.

Secondo:  i "No" che si incontreranno sulla strada non hanno un valore oggettivo e irrefutabile. Qualsiasi investitore valuta un'idea secondo i propri criteri soggettivi, ma per il fatto di avere il coltello dalla parte del manico si permetterà di esprimersi con toni paternalistici e di criticare pesantemente un'idea in cui non creda avendo la presunzione di pensare che qualsiasi altro investitore sarebbe allineato col suo punto di vista.

Quest'ultimo si ricollega al nostro primo incontro con un team di investitori. All'epoca non avevamo un prototipo di Evertale, ma solo un'idea ambiziosa e CV impeccabili. Quando si sono sentiti dire che non avevamo nulla da mostrare e che parte dei soldi che richiedevamo come investimento sarebbero andati (com'è giusto che sia, non potendo noi contare su altri introiti), per pagare uno stipendio di sopravvivenza ai fondatori, ci sbatterono la porta in faccia dicendo che con quelle pretese non saremmo mai andati da nessuna parte.

I nostri attuali finanziatori hanno un approccio molto diverso alla ricerca di idee in cui investire. A loro piace che le idee in cui investono siano visionarie, ambiziose e game-changing, e possono chiudere un occhio se il business model non è ancora provato, o addirittura se il prodotto ancora non esiste.

In ultima analisi è importantissimo trovare la giusta alchimia e il giusto allineamento. Ci saranno sempre investitori in cerca del facile profitto nel breve termine, e altri che invece accettano di sapere che 9 delle 10 startup in cui investono falliranno, sapendo che la decima diventerà il nuovo Facebook.

E voi, avete appena avuto un'idea?
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